«Per Cervicobrachialgia si intende un dolore che s
i origina dal collo e si irradia verso le dita della mano
 seguendo il decorso del plesso brachiale, ovvero dei nervi che collegano il midollo spinale agli arti superiori. La cervicobrachialgia quindi, non è altro che la “lombosciatalgia delle braccia” anche se si presenta rispetto a quest’ultima con una frequenza decisamente inferiore. Rispetto alla colonna lombare, il tratto cervicale è meno soggetto ai carichi, ma è maggiormente sollecitato dal movimento. Sono colpite tutte le età; nella fascia dai 20 ai 50 anni le cause più frequenti sono gli eventi traumatici e le ernie discali, nelle età successive la patologia artrosica la fa da padrona. In rari casi ci possiamo trovare di fronte a lesioni del Sistema Nervoso Centrale.

LA PAROLA ALL’ESPERTO: Dr. MAURIZIO BUCHERINI
Laureato in Medicina e Chirurgia; Specialista in Fisiatria; Socio della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (S.I.M.F.E.R); Specialista Ambulatoriale Interno in Fisiatria presso ASL di Cesena; Consulente presso Ambulatorio Fisiatrico Mediasport di Cesena

Qualsiasi sia la causa, il dolore di solito è presente al collo con associata rigidità e contrattura dei muscoli paracervicali, poi a seconda dei vari casi l’irradiazione algica può interessare le spalle, le scapola, il braccio, l’avambraccio o una sua parte a seconda della localizzazione della compressione e della radice interessata.
Il dolore può essere sordo, lancinante, può aumentare con alcuni movimenti del collo così come con il colpo di tosse o lo starnuto e potrà essere associato a formicollo, a intorpidimento, a debolezza muscolare, a parastesie sempre a vari livelli dell’arto superiore.
Il professionista che si occupa di questa patologia oltre raccogliere una dettagliata anamnesi dovrà effettuare unoscrupoloso esame clinico (valutazione della riduzione del range articolare del collo, valutazione della forza, della sensibilità e dei Riflessi Osteotendinei degli arti superiori), ed aiutarsi quando lo ritenga opportuno con esami strumentali come la radiografia del rachide cervicale che dovrà essere effettuata in due proiezioni.
In caso ci si trovi di fronte al cosiddetto “colpo di frusta” verrà aggiunta una proiezione transorale per la visione del dente dell’epistrofeo.
Nel sospetto clinico di importanti lesioni dei tessuti molli, dei dischi intervertebrali o per sospette lesioni del midollo spinale sarà di utilità la Risonanza Magnetica del tratto cervicale. Così come altrettanto utile potrà essere lo studio neurofisiologico del plesso brachiale tramite l’ElettroMiografia.
Sempre lo Specialista potrà richiedere esami di laboratorio nel sospetto di patologie neoplastiche o reumatologiche e riuscire con Test appropriati ad effettuare la Diagnosi Differenziale con altre patologie come la Sindrome dello scaleno anteriore del Piccolo Pettorale, il dolore pericapsulitico della spalla, la Nevrite del plesso brachiale (plessite), la Sindrome spalla-mano, la Sindrome del Tunnel Carpale; tutte affezioni queste che possono riprodurre la sintomatologia in modo totale o parziale della cervicobrachialgia. 
Di solito l’approccio a questo problema consiste nel consigliare al paziente di stare a riposo, eventualmente di indossare un collarino e di prendere dei farmaci miorilassanti eo analgesici così come usufruire di correnti antalgiche (TENS).

In caso di cervicobrachialgia da ernia discale può essere molto utile l’iniezione di cortisonico a livello peridurale.

Le manipolazioni vertebrali possono fornire un discreto beneficio come pure tutte le tecniche che riducono la pressione sui dischi intervertebrali (pompages, trazioni) così come le tecniche di riequilibrio posturale come il Metodo Mckenzie che si basa sul mantenimento di posture corrette e sull’esecuzione di alcuni specifici esercizi al proprio domicilio.»

Articolo tratto da "Il Resto del Carlino" del 12 Novembre 2012 - a cura del Poliambulatorio Media Sport

Nello specifico caso appena riportato, Kiron consiglia l’utilizzo di prodotti in grado di fornire un valido aiuto nel processo di guarigione, andando a svolgere un’efficace azione curativa direttamente sui muscoli e tendini infiammati. Qui ne troverai due particolarmente adatti nel trattamento della Cervicobrachialgia.
Kiron Argea è un prodotto a base di 12 oli essenziali con estratti naturali concentrati ed argilla bianca e verde. Gli impacchi di 1-2mm di prodotto, lasciato agire per 2-3 ore sotto una pellicola trasparente, sono molto utili per accelerare il recupero da qualsiasi genere di trauma, distorsione o infiammazione.
Kiron Eetedis è un balsamo anti-infiammatorio la cui composizione è totalmente naturale, essendo infatti a base di oli essenziali, salicilati naturali e Artiglio del Diavolo. Tale prodotto, applicato e massaggiato a lungo sulla zona dolorante, favorisce il recupero della muscolatura contratta in tempi più brevi.