Molti atleti, soprattutto di alto livello, hanno talvolta sperimentato condizioni psicofisiche particolari accompagnate da un senso di benessere, potenza e soddisfazione profonda. La peak performance è una specie di momento magico: tutto si svolge perfettamente a livello mentale e fisico, la prestazione avviene in modo spontaneo e supera i livelli consueti di rendimento. L’atleta vive uno stato mentale definito flow con sensazioni di immersione totale in quanto sta accadendo e profonda gratificazione.

In particolare le sensazioni collegate a questa performance ideale sono: attenzione focalizzata, rilassamento psicofisico, fiducia nelle capacità personali, assenza di paura, forte motivazione, determinazione, percezione di controllo sulla situazione, disorientamento spazio-temporale, gioia e carica fisica; mentre i disturbi esterni, come l’influenza del pubblico, vengono minimizzati o esclusi.

Nella peak performance entrambi gli emisferi cerebrali sono utilizzati in modo integrato con un’elevata interazione delle loro specifiche funzioni. L’emisfero sinistro consente di analizzare i movimenti, stabilire quali muscoli contrarre e con quale ordine, forza e rapidità. L’emisfero destro, primariamente coinvolto nell’elaborazione delle immagini, è invece maggiormente abilitato al controllo dell’esecuzione di movimenti automatizzati. Nei piloti l’integrazione funzionale di entrambi gli emisferi è evidente, per esempio, quando si riconosce e corregge l’errore di traiettoria (emisfero sinistro) e poi si esegue in modo automatico e fluido (emisfero destro).

Nelle esperienze di peak performance vi è un’elevata interazione nelle funzionalità cerebrali, con passaggi rapidi da una modalità all’altra in relazione alle richieste; inoltre, sembra siano maggiormente utilizzate le funzioni dell’emisfero destro rispetto a quanto accade normalmente. Piloti d’elite, per esempio, dimostrano una relativa dominanza dell’attività cognitiva dell’emisfero sinistro mentre controllano la posizione iniziale prima dell’ingresso in curva; durante la traiettoria però, vi è una maggiore attività dell’emisfero destro associata a processi visuo-spaziali e cinestetici, concentrazione ed esclusione di pensieri consapevoli disturbanti.

Attraverso opportune procedure di Mental Training (allenamento mentale) è possibile incrementare la funzionalità di entrambi gli emisferi. Le procedure immaginative, per esempio, ampiamente

impiegate in psicologia dello sport, producono immagini vivide che possono coadiuvare l’esperienza concreta in pista.ed essere memorizzate come dati di realtà. Attraverso l’immaginazione, inoltre, il pilota può rappresentarsi un risultato ottimale: l’anticipazione delle conseguenze positive del successo aumenta la probabilità di un esito favorevole.

Ad esempio ricostruire mentalmente un episodio sportivo particolarmente gratificante, recuperando comportamenti, sensazioni ed emozioni permette di rappresentarsi la competizione futura proiettando i vissuti positivi recuperati. I vissuti di soddisfazione e successo collegati ad una prestazione ideale sono più facilmente rievocati in stato di rilassamento profondo. Comportamenti, sensazioni, emozioni di precedenti esperienze di peak performance, vengono rivissute nella competizione futura.

Kiron, in collaborazione con la Clinica Mobile, ha creato prodotti ideali per migliorare lo stato psicofisico degli atleti.

Atena (L-Carnitina, L-Acetilcarnitina, Coenzima Q10 e fosfoserina) e Icarus (Pappa Reale, eleuterococco, echinacea, ginseng coreano e mirtillo) sono adatti per aumentare la concentrazione, l’attenzione e l’acuità visiva.

Proprio grazie a questi prodotti Kiron ha collaborato sia col mondo del Tiro a Volo, sostenendo Denis Gava , Pier Paolo Giglioni e Roberta Pelosi, che con quello degli Scacchi assistendo la Nazionale Italiana e il campione Fabio Bruno.

Andrea Franceschin

Psicoterapeuta e Psicologo dello Sport

Mental Coach