Quando arriva il caldo e la stagione si fa difficile, le motivazioni calano e allenamento e gare possono essere compromesse da momenti di crisi.

Abbiamo intervistato quattro “ultra-atleti” che quotidianamente si mettono in gioco con sforzi “eccezionali” per farci raccontare come affrontano i momenti di crisi durante le gare di endurance e nei duri allenamenti pre-gara.

Gianluca Galeati ultrarunner esperto, nel 2015 si è classificato secondo al Tor des Geants (330 km - 24000m D+)- letteralmente “Giro dei Giganti” in patois valdostano – un’estenuante prova fisica e psicologica che porta gli atleti a misurarsi con se stessi e con la natura selvaggia prima ancora che con gli avversari.

Maria Vittoria Becchetti “Mavi”, classe 1994, all’attivo con sette presenze, è tra le atlete più giovani della nazionale italiana di marcia, si sta specializzando nelle gare da 50km.

Elena Lionello specializzata nelle gare di nuoto di fondo in acque libere ha già sulle spalle un record sia maschile che femminile: ha attraversato lo stretto di Messina (6,7km) in un’ora 23 minuti e 41 secondi.

Antonella Plamisano, campionessa europea in carica nella marcia 20km (Podebrady 2017) medaglia di bronzo nella marcia 20km ai mondiali di Londra 2017, vanta, a soli 27 anni, un curriculum sportivo sbalorditivo.

Quello che è emerso è sorprendente: indipendentemente dalla specialità di ogni intervistato, ognuno ha confermato come una mente lucida in grado di fronteggiare la stanchezza possa essere determinante per superare questi momenti di crisi anche negli sport estremi.

1) Le crisi nel tuo sport sono collegate alla testa o alle gambe?

Gianluca Galeati: “Le crisi sono sempre di testa. Le gambe d’altronde fanno quello che la testa gli impone! Se i nostri muscoli avessero la facoltà di pensare, al minimo segnale di squilibrio non saprebbero come reagire, invece la testa è lì apposta per gestire le situazioni. E nel caso delle crisi, appunto la gestione delle situazioni più scomode. La difficoltà sta appunto nel trovare il modo di superarle.”

Maria Vittoria Becchetti: "Nella 50km di marcia la crisi può riguardare sia la testa che le gambe, dal momento che si tratta di circa 4h di gara. La testa e le gambe sono strettamente collegate, per superare l'inevitabile crisi di gambe, è necessario che la testa funzioni bene. Più difficile è invece superare una crisi di testa, in cui, però, la motivazione può fare miracoli."

Elena Lionello: “È necessario avere un’ottima preparazione fisica ma la testa è tutto: può sopperire a crisi fisiche e portare a risultati sorprendenti. Con perseveranza e sacrificio, rimanendo focalizzati sugli obiettivi le crisi fisiche si superano, le crisi mentali sono sempre un grosso limite e le più dure da superare”

Antonella Palmisano: "La mia specialità è la 20km di marcia disciplina dell'atletica leggera la pratico ormai da svariati anni, e nella mia carriera tanti sono stati i momenti difficili e tanti ancora ce ne saranno.
Le cosiddette "crisi " possono arrivare sia sotto forma fisica quindi una pesantezza generale con mal di gambe e braccia pesanti e sia da un punto di vista mentale. A volte rimanere soli per tante ore sulle gambe ti porta ad accusare la fatica e quindi a sentire più facilmente la crisi."


2) Da cosa capisci che si avvicina un momento di crisi mentre pratichi sport?

Gianluca Galeati: “Bel quesito, in realtà il più delle volte quando percepisci il momento di crisi non sei nello step di avvicinamento, ma ci sei già abbondantemente dentro. Poter intuire con certezza l’arrivo di una crisi mi adopero costantemente per prevenirle. Idratazione, sali minerali, alimentazione, ritmo di gara, pensieri positivi… quando qualcosa non va per il verso giusto o addirittura salta qualcosa, ecco che ormai è già troppo tardi. Bisogna anche aggiungere che più la gara è lunga e più si assottiglia il filo di equilibrio, ed inevitabilmente si è più soggetti ad incontrare momenti di crisi."

Maria Vittoria Becchetti: "Quando sto per entrare in un momento di crisi anche i piccoli problemi che ho durante la marcia si amplificano e sembrano ostacoli insormontabili."

Elena Lionello: "Inizio a pensare in negativo e ad ascoltare i segnali negativi del corpo (fatiche, dolori ecc)."

Antonella Palmisano: "Nonostante l'esperienza che ognuno di noi possiede è difficile prevedere una crisi, perché può veramente capitare da un momento all'altro. A volte la si percepisce dal ritmo che non si riesce più a rispettare, dalla frequenza del passo che cambia e rallenta o anche da una sensazione di pesantezza improvvisa. Questi sono i piccoli segnali che anticipano la crisi, ma ripeto a volte può capitare che da un chilometro all'altro arriva e non si avverte nessun tipo di segnale."


3) Cosa fai per superarlo?

Gianluca Galeati: Bisogna ‘riposizionare’ la testa nel verso giusto. Non è semplice ma occorre innanzitutto pazienza e la giusta dose di resilienza mentale. Convincersi che ‘prima o poi passerà’ è già di per sè un ottimo inizio, e sicuramente la convinzione di ciò dovrebbe aiutare a tenere duro. Per il resto bisogna focalizzarsi sugli aspetti che possono in qualche modo contribuire al superamento, tipo esaltare i fattori positivi a dispetto dei negativi o il pensiero che il traguardo si stia avvicinando, anche in questo un buon supporto di integrazione come quella di Kiron aiuta a mantenere viva l'attenzione sugli obiettivi e la mente lucida.

Maria Vittoria Becchetti:L'importante in questi momenti è non farsi prendere dal panico, mantenere la calma e soprattutto la concentrazione. Se si è preparati bene, la crisi passerà. 

Elena Lionello: "Cerco di recuperare la concentrazione e a focalizzarmi sui miei obiettivi"

Antonella Palmisano: "Se parliamo di crisi mentale, dal mio punto di vista, è più facile superarla. Ogni individuo che sia un atleta o un sedentario ha tante caratteristiche come la determinazione, la forza di volontà, la tenacia, la perseveranza e bisognerebbe far leva su queste caratteristiche per contrastare la crisi, bisognerebbe allenarsi costantemente anche dal punto di vista mentale e trovare in se stessi la forza per superare qualsiasi momento difficile."


4)Come ti prepari per affrontare queste crisi?

Gianluca Galeati: "Non si è mai pronti, infatti nelle gare lunghe non si può pensare di non trovarsi di fronte dei momenti di crisi. Certamente l’allenamento fisico e mentale e la prevenzione, come già spiegato, aiutano a rendere più forti e resilienti; anche se come sempre bisognerà fare i conti con i propri stimoli e i propri obiettivi.

Non sempre è la giornata giusta per superarli, anche questo va messo in conto."

Maria Vittoria Becchetti: "Per gestire questi momenti ci vuole sicuramente esperienza. Allenandosi bene e con la giusta motivazione si acquisisce tutto ciò che serve per affrontare le crisi. Anche confrontarsi con i compagni di allenamento e con chi ha più esperienza (l'allenatore) può essere molto utile."

Elena Lionello: "Allenamento fisico di tolleranza alla fatica. Mi alleno molto spesso sola. La mia vita complicata è molto allenante dal punto di vista mentale."

Antonella Palmisano: "Qualsiasi preparazione atletica se rispettata e fatta con criterio prepara appunto a gestire e ad affrontare la competizione. Quello che è il mio compito da atleta è allenarmi costantemente lasciandomi guidare dal mio tecnico, cercando di ascoltare il più possibile le mie sensazioni così da creare un buon feedback con l'allenatore.
Seguendo questo percorso riesco il più delle volte a gestire una crisi."

Gli strumenti di Kiron per aiutarti a superare le crisi:

Per supportare la lucidità e contrastare gli effetti della stanchezza Kiron mette in campo Atena un integratore altamente tecnico che contiene elementi in grado di ottimizzare i processi di produzione di energia, offrendo al corpo un accesso immediato e diretto alle fonti energetiche.

Durante la gara, invece, il supporto al corpo e alla mente di Kiron è Ares, l'integratore in gel ad assorbimento immediato che associa maltodestrine e fruttosio ad alta concentrazione con L-Arginina, Beta-Alanina, Eleuterococco e Ginseng per agire su stanchezza, affaticamento e annebbiamento. Ares si rivela un alleato insostituibile per affrontare i momenti di crisi poiché dà energia al fisico e contribuisce al recupero della lucidità mentale.