Artrosi monocompartimentale del ginocchio: come affrontare questa dolorosa problematica

Il ginocchio è un’articolazione composta da 3 comparti: mediale, laterale e femoro-rotuleo. Quando si parla di artrosi del ginocchio, spesso si sottintende che sia tricompartimentale, o bi compartimentale, ovvero coinvolga almeno due comparti. A livello clinico-radiografico può capitare però che solo uno dei comparti venga coinvolto da degenerazione cartilaginea e diventi sintomatico: artrosi monocompartimentale. La differenza dal punto di vista prognostico, clinico e di trattamento può essere però notevole. Infatti, il vantaggio di avere solo un comparto interessato innesca una serie di trattamenti, che hanno lo scopo di rallentare, per quanto possibile, l’usura della zona già interessata dal processo degenerativo ed evitare quindi il coinvolgimento degli altri comprarti.

LA PAROLA ALL’ESPERTO
Dottor Giovanni Giordano - Poliambulatorio Media Sport Cesena

La causa principale di artrosi monocompartimentale è il difetto assiale dell’arto: varismo o valgismo; il primo crea un’artrosi mediale, il secondo laterale. Il comparto femoro-rotuleo, invece, è maggiormente interessato in presenza di displasia e malallineamento femoro-rotuleo. L’anamnesi è sempre fondamentale (traumi, infezioni, etc). Il dolore è localizzato nel comparto interessato. Non è detto che ci debba essere gonartro, ovvero gonfiore del ginocchio. Durante l’esame obiettivo vanno ben valutati l’asse del carico e la stabilità. Per arrivare ad una diagnosi precisa, vanno eseguiti esami del sangue per escludere patologie reumatiche o infettive. Le Rx vanno eseguite sotto carico (panoramica arti inferiori) per valutare l’asse dell’arto e l’eventuale zona interessata dall’artrosi, specificandone il grado, la Rx assiale di rotula ci descrive la situazione femoro-rotulea. La RMN può essere eseguita per uno studio più accurato dell`articolazione. Come trattamento di questa patologia è consigliabile: il calo ponderale, ovviamente in presenza di soprappeso, antinfiammatori, terapie mediche. Importante è consigliare le attività dove il carico sia assente o poco presente (es.: 
bici, nuoto), utilizzo plantari (su misura) per la correzione dell’asse del carico, ciclo di infiltrazioni. L’intervento chirurgico è sempre l’ultimo passo da intraprendere, quando i precedenti trattamenti non abbiano migliorato la sintomatologia. L’osteotomia e la protesi monocompartimentale, o semplicemente meno, rappresentano un vantaggio rispetto alla protesi totale, in quanto preservano maggiormente l’articolazione, conservano la cinematica del ginocchio, il ricovero ospedaliero ed recupero post-op sono inferiori. L’osteotomia, ovvero la correzione dell’asse tramite taglio osseo, è extrarticolare e può essere eseguita al femore distale o alla tibia prossimale in base alla deformità specifica. La protesi monocompartimentale riveste un solo comparto del ginocchio con interfaccia metallopolietilene; esistono, anche se poco utilizzate, le protesi bimonocompartimentali, che sostituiscono solo 2 comparti. L’osteotomia è indicata per i pazienti più giovani, ancora 
in attività dal punto di vista lavorativo e sportivo e va associata ad un’artroscopia, se vi è un dubbio di lesione articolare (meniscale e/o legamentosa). La protesi mono è invece utilizzata nei soggetti più anziani, in quanto consente un recupero post-operatorio più rapido. Il recupero post-operatorio, in entrambi i casi, va eseguito in centri specializzati, con esperienza ed è specifico in base al tipo di intervento eseguito ed alle richieste funzionali del paziente.

Per salvaguardare le articolazioni, Kiron consiglia l’utilizzo di prodotti che vanno ad agire direttamente su di queste, aiutando nel recupero post infiammazioni articolari. 
La linea Kiron propone infatti integratori per le articolazioni come Poseidon: questo prodotto rappresenta un valido aiuto nella prevenzione dei traumi ed anche nel contrastare il progressivo deterioramento articolare.