«La “tendinopatia o tendinite calcifica di spalla” è una patologia comune ad eziologia sconosciuta in cui depositi di calcio si formano nel contesto del gruppo di tendini della cuffia dei rotatori dell’articolazione scapolo-omerale. Il miglior inquadramento diagnostico e terapeutico di tale patologia ha permesso con gli anni di superare il concetto ormai obsolete di “periartrite di spalla”, termine aspecifico utilizzato in passato per descrivere molteplici condizioni anatomopatologiche caratterizzate da dolore e limitazione funzionale della spalla affetta.

La tendinopatia calcifica di spalla ha un’incidenza compresa tra il 2,7% e il 7,5%, ma risulta sintomatica solo nel 30%-40% dei casi anche se con importanti riflessi sulle attività quotidiane e lavorative; ha una netta predilezione per il sesso femminile (età media 40-50 anni) e mostra un interessamento di entrambe le spalle nel 20% dei casi.

 

LA PAROLA ALL’ESPERTO: DOTT. PAOLO RAZZABONI
Laureato in Medicina e Chirurgia presso Università degli Studi di Bologna; Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia conseguita presso Istituti Ortopedici Rizzoli, Bologna. Medico Ortopedico del Gruppo “Clinica Mobile” nel campionato mondiale motociclismo MotoGp

 

Dal punto di vista della patogenesi si possono distinguere 3 fasi: 1) fase della “metaplasia” o trasformazione fibrocartilaginea del tendine; 2) fase della “formazione”, con aspetto duro e gessoso dei depositi di calcio; 3) fase del “riassorbimento” con consistenza cremosa della calcificazioni, simile alla pasta dentifricia.
Le calcificazioni vengono distinte in inserzionali o intratendinee (le più diffuse, 1-2 cm prossimali all’inserzione sull’osso) e in alcuni casi si associano a situazione cliniche in cui il paziente risulta clinicamente “silente” o al massimo riferisce una lieve dolenza; più spesso invece la conferma diagnostica, attraverso l’ecografia o una semplice radiografia, avviene nella fase di dolore acuto con marcata limitazione funzionale della spalla: in questo intervallo infatti i depositi di calcio intratendinei ne aumentano lo spessore e ne determinano l’erosione progressiva fino a quando la fase di riassorbimento o “colliquazione” scatena un intenso processo infiammatorio reattivo.
Il trattamento conservativo iniziale della tendinopatia calcifica di spalla si avvale dell’utilizzo di tutori di spalla,applicazione di ghiacciosomministrazione di farmaci antiinfiammatori e infiltrazioni miste cortisoniche nei casi più dolorosi e difficili da trattare.

Il trattamento chirurgico si avvale, invece, delle tecniche eco guidate di lavaggio percutaneo in anestesia locale e dell’asportazione delle calcificazioni con la procedura artoscopica di spalla nei casi più refrattari. Naturalmente una volta superata la “fase dolorosa acuta” del trattamento conservativo e soprattutto nel periodo post-operatorio risulta necessario un adeguato e immediato protocollo riabilitativo con fisiokinesiterapia (anche in acqua) per recuperare il movimento completo della spalla, ridurre le contratture muscolari ed evitare rigidità secondarie.»

Articolo tratto da "Il Resto del Carlino" del 26 Novembre 2012 - a cura del Poliambulatorio Media Sport

Sicuramente in questi è casi è necessario affidarsi a medici specializzati che danno al paziente una cura specifica per ogni tipo di patologia a seconda della sua gravità. Ad ogni modo massaggi ed applicazioni di creme può giovare e dare sollievo dal dolore.

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