1.      Da quanti anni pratichi questo sport?

Pratico la marcia da 11 anni.

2.      Un passato nella pallavolo e poi la marcia, quando e come ti sei avvicinata a questo sport?

Ho iniziato giocando a pallavolo all'età di 6 anni e all'età di 13 anni ho partecipato ad una corsa campestre. Fu allora che il mio ex allenatore notò in me un talento nel correre ed espresse la volontà nel volermi allenare in uno sport completamente diverso dalla pallavolo: l' atletica leggera. Corsa o marcia, per me, non facevano alcuna differenza.

Da quel giorno per me è stata una battaglia, ovviamente persa in partenza, nel cercare di praticare entrambi gli sport: atletica fino alle 19 e dalle 19 alle 21 pallavolo. Inutile dirvi che non resistetti tanto e dì lì a breve giunsi ad una decisione che mi avrebbe cambiato la vita.

L'amore per la marcia è avvenuto quando ho vinto il mio primo titolo italiano a Bastia Umbra un misto di emozioni inaspettate che hanno contribuito alla mia scelta.

 

3.      Come ti alleni? Quali sono i prodotti Kiron che utilizzi di più? Che benefici hai notato?

Uso ''Dioniso'' praticamente ad ogni allenamento. La mia seduta varia da un minimo di 1 h 30' ad un massimo di 2 h 30' e i sali che elimino durante l'attività li recupero grazie questo integratore salino. Il mio programma d'allenamento prevede anche dei lavori lattacidi dove è richiesta la massima concentrazione che mantengo viva con Icarus abbinato a Atena A10A.

Per le sedute di allenamento che superano i 20 km prendo Ares, intorno al 15°km, ovvero carboidrati, che nella parte finale di un allenamento o di una prestazione mi aiutano a ritardare la stanchezza.
Per quanto riguarda invece il recupero,
dopo ogni allenamento stressante, faccio degli impacchi  con Argea riscontrando notevoli benefici: velocizzo i tempi di recupero ed il giorno dopo sono pronta anche muscolarmente per affrontare un'altra seduta di allenamento.

 

4.      Hai un rito scaramantico prima delle gare?

Tutti noi atleti abbiamo dei rituali perché, in fondo, in fondo, ognuno di noi è un po' scaramantico. Io ho vari portafortuna, ma quello più evidente l'ha realizzato da mia mamma: è un fermaglio per capelli molto evidente. È una margherita a tre strati con i colori della nostra bandiera Italiana, l’ho indosso ad ogni gara in cui vesto la maglia azzurra. Ne ho anche un altro con i colori del gruppo d’appartenenza: le Fiamme Gialle. Questa storia mi accompagna dalla coppa del mondo a Chihuahua 2010 non me ne separo mai,ma sono anche consapevole che sono convinzioni  assurde che mi porto dietro e  non sarà l’assenza dei miei rituali a destabilizzare la mia prestazione.

5.      Ti va di raccontarci la gara più emozionante?

La gara più emozionante per me è stata appunto la Coppa del Mondo a Chihuahua nel 2010.
E' stata una gara tattica sin dal primo metro, mi sono sempre mantenuta tra le prime e al settimo chilometro ho sentito le gambe girare improvvisamente così da lasciare le mie rivali alle spalle. Per me è stata una gara emozionante, perchè sino a quel giorno non avrei mai pensato di poter vincere una coppa del mondo di Marcia, credevo fosse un risultato fuori dalla mia portata. Da quel giorno, dopo quell'impresa, ho cominciato ad avere più fiducia in me stessa e a credere che " niente è impossibile". Questa è anche la motivazione che mi spinge ogni mattina ad andare oltre i miei limiti.

6.      La motivazione è il motore di ogni successo oltre a trovare la forza dentro di te chi ti aiuta nelle tue imprese sportive?

Nelle mie imprese sono sostenuta dal mio allenatore, dal mio ragazzo e dalla mia famiglia.
Il mio allenatore è la mente di qualsiasi mia prestazione, lui fa del suo meglio nel cercare di portare alla massima prestazione il mio stato di forma e mi rendo conto che allenare un'atleta non è facile, soprattutto una donna come me con i mille sbalzi di umore.
Il mio ragazzo invece è il cuore, è l'amore che mi accompagna ad ogni trasferta ad ogni competizione e che guida la mia vita. Infine c'è la mia famiglia che ha saputo trasmettermi i valori che hanno arricchito il mio bagaglio e la mia persona, loro sono un pilastro fondamentale nella mia vita. Hanno tutti un ruolo importante nella vita di un’atleta perché creano il giusto equilibrio, la giusta armonia.

7.      Un consiglio a chi vorrebbe praticare il tuo sport?

L'atletica è uno sport individuale, è passione, è amore, è sacrificio. L'atletica non è uno sport di squadra: quando si perde si è soli con le proprie responsabilità, ma quando si vince la Vittoria è unica, ti regala emozioni indescrivibili, emozioni che le hai coltivate giorno dopo giorno e solo tu potrai sentire l'adrenalina che ti scorre nelle vene e non per merito di un cantante, della squadra del cuore di calcio ma solo per merito TUO. Se siete pronti a tutto questo allora l'atletica vi aspetta.

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