Non tutte le passioni scoppiano come i fuochi d’artificio, ma il loro fascino non è dissimile.

Oggi vi raccontiamo l’altra voce dell' Ultra Trail, quella di chi poco alla volta ha unito l’amore per la corsa alla scoperta del mondo naturale fino a trasformare la voglia di evadere in un’occasione di scoperta.

Marco Gurioli, da amatore e appassionato, il prossimo 10 settembre si metterà alla prova con il Tor des Geants e Kiron che gli ha dato questa opportunità, gli darà anche il supporto necessario ad arrivare in fondo.

Ha iniziato a correre una quindicina di anni fa. Qualche maratona per assaporare il gusto dell’evasione nella corsa e poco alla volta il germe del trail ha radicato in lui fino a trasformarlo in un vero e proprio promotore della cultura della corsa in natura. Oggi dirigente della Leopodistica, braccio organizzativo del Trail del Cinghiale, del Rock Trail dell’Isola di Capraia e del Krash Trail Brisighella-Faenza, Marco vive la filosofia del trail come un’aspirazione di vita. Ci ha raccontato di quanto ad ispirarlo nella folle impresa dell’organizzazione di tutti questi Trail ed Ultra sia la volontà di condividere con gli altri la bellezza dei luoghi in cui si allena e che lo circondano.

La bellezza del Trail è che la dimensione individualista della corsa si trasforma in una missione corale, tutti cooperano al raggiungimento della meta. - ci racconta Marco - Ho iniziato a correre con Leo (Leonardo Collini) più di 10 anni fa, è stato lui a ispirare il nome di Leopodistica, da allora abbiamo creato un gruppo che non è solo di corsa ma di esperienze. Nel trail quello che conta è anche il terzo tempo, passato il centesimo chilometro, tutto il lavoro lo fa la testa, ed è a quel punto che il contesto conviviale di una squadra che corre CON TE fa la differenza”.

Il suo primo Tor des Geants sarà l’occasione per cimentarsi nell’immersione in un viaggio attraverso luoghi meravigliosi.

Questo anche per lui è il primo aspetto della sua fascinazione per il Trail. “L’atmosfera durante una gara del genere è straordinaria, il sostegno delle persone, dei cittadini e il tifo sono le principali fonti di energia, ma quello che fa davvero la differenza è la bellezza surreale dell’esperienza. Una notte durante l'Ultra Trail del Monte Bianco nell’estate del 2015, c’era la luna piena e i ruscelli in cui si rifletteva la luna sembravano brillare di una magica luce dorata, credo che alla fine dei miei giorni, ancora una volta, farò riemergere alla memoria la bellezza di quel momento”.

Per Gurioli il Tor sarà l’occasione per superare i paletti della sua mente alla ricerca di un equilibrio tra la sfida e la paura: “non sono mai andato oltre le 40 ore e i 180 km” ci racconta. Conteranno le motivazioni, le energie e la lucidità mentale a supportarlo ci sarà tutta la gamma di integrazione di Kiron.

Pronto a partire? #kiron c’è